E’ il lungo inverno del 1489 e nei giardini del Castello di Tortona mastro Stefano, cuoco di raffinata esperienza, sta allestendo le grandi cucine. Ma insieme a lui tutto il borgo è operoso: è atteso l’arrivo dell’imponente corteo che, per mare e per terra, da Napoli a Genova sta per giungere nei possedimenti sforzeschi.

Cerimoniere di eccezione  il Maestro Leonardo da Vinci che ebbe incarico da Ludovico il Moro, di realizzare “non un semplice, per quanto opulento, banchetto, ma qualche cosa di più, qualcosa di mai visto prima, un trionfo non solo di vivande, ma anche di musica e di poesia”. Si diede così vita al più sfarzoso banchetto di fine quattrocento che fu il preludio della festa del Paradiso dell’anno successivo al Castello Sforzesco di Milano.

Nel Cinquecentenario di Leonardo, la città di Tortona gli ha reso omaggio con una cena spettacolo ispirata proprio a quel banchetto.

I banchetti rinascimentali delle pur distanti corti italiane avevano un carattere rituale, con forme e cerimonie omogenee, rispettate ovunque.

La regola è quella della medicina galenica: l’uomo è in salute se nel suo organismo vige l’equilibrio dei componenti principali del bìos, il caldo e il freddo, il secco e l’umido non debbono mai squilibrarsi, per cui l’arte della cucina deriva dalla conoscenza della natura degli alimenti.

Il Platina, la cui opera era apprezzata da Leonardo, suggerisce che i cibi, per essere ben assimilati, devono “risvegliare i succhi” e “suscitare piacere”: la sinergia è chiara. I banchetti comprendevano i “servizi di credenza”: insalate, formaggi, salcizzoni, torte salate, biscotti da inzuppare nel vin dolce, piatti di pesci o carni preparati in anticipo e serviti freddi. Poi i “servizi di cocina”, ognuno come un atto teatrale: piatti trionfali, riccamente decorati seguiti da una ventina di piatti di carne e pesce. I servizi di credenza sono stati realizzati dalle migliori cucine e ristoranti del territorio.

A titolo simbolico al banchetto al quale siedono gli sposi Isabella D’Aragona e Gian Galeazzo Maria Sforza, e i personaggi Ludovico il Moro, il Conte Bergonzio Botta e consorte, la Coppia di ospiti ungheresi, la Dama di camera di Isabella e l’ambasciatore Trotti sono stati serviti i piatti “trionfali” seppure nei limiti imposti dai tempi e dal buon gusto. Il servizio del Banchetto è stato realizzato da Anna Ghisolfi

Per gli ospiti quattro “servizi di credenza” contenuti ma buoni, rispettosi della regola galenica e ispirati al menu del banchetto di Tortona del 1489 ma anche alla cucina quotidiana di allora, alle opere di Leonardo e al suo amore per i “semplici” ovvero le verdure.

grazie al contributo di:

Prof. Guido Stecchi, Presidente dell’ Accademia 5T, per la definizione dei servizi e l’interpretazione del menù
Italia Nostra per gli abiti, ricostruzione sartoriale dei costumi della Milano Leonardesca
Arca Group di Cassine per il vasellame del Banchetto
Il Ciofs FP di Tortona per la collaborazione nel servizio
Raffaella Odicino per i fotoritratti pittorici fine art
Sandra Fadel per gli allestimenti
Sara Terzano con Perosi festival per gli interventi musicali. Sara Terzano è arpista, docente per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (MIUR), titolare della Cattedra di Arpa presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria.
Il Comune di Tortona per il contributo all’organizzazione e la disponibilità del Ridotto del Teatro Civico